Torna a Casa Foca

Tuf.. Tu-tuf.. Tu-tuf.. Tu-tuf..

Tu sei come una foca che con la vita gioca

Sei fredda come ghiaccio per questo non ti piaccio

E mi hai lasciato solo e te ne sei andata al polo

E adesso che sono solo ripenso a quei momenti

Quanto dicevi cose non molto intelligenti

Ma come le dicevi ma come ti muovevi

Ritorna a casa foca e se no io con chi gioca

Le tue fotografie tappezzano la stanza

Le copro con le mie ma è viva la speranza

Le scuse sono poche mi piacciono le foche

Ma quando mi stringevi foca la voce mia era fioca

Adesso son ridotto male foca e sniffo sempre

– Non è vero marescià

Adesso vendo dischi correndo molti rischi

Se diverrò famoso finisce che ti sposo

Ed in quel caso solo tu tornerai dal polo

Ma quando ballavamo foca la luce sì era fioca

Daniele: Le cose che abbiamo in comune sono 4850

le conto da sempre da quando m’hai detto

“ma dai, pure tu sei degli anni sessanta?”

abbiamo due braccia, due mani, due gambe,

due piedi, due orecchie ed un solo cervello

soltanto lo sguardo non è proprio uguale,

perchè il mio è normale, ma il tuo è troppo bello

Le cose che abbiamo in comune

sono così tante che quasi spaventa

entrambi viviamo da più di vent’anni

ed entrambi comunque da meno di trenta

ci piace mangiare, dormire, viaggiare,

ballare, sorridere, fare l’amore

lo vedi son tante le cose in comune

che farne un elenco ci vogliono almeno tre ore, ma…

allora cos’è? Cosa ti serve ancora?

Rocco: a me è bastata… ah ahaha!

Daniele: ma vaffanculo…

Rocco: scusa, mi viene da ridere….

Daniele: dovevi dire una cosa sola!

Rocco: …io dormo, tu dormi…

Daniele: sì vabè, buonanotte!

Rocco: tu dormi, io credo

Daniele: Buonanotte!

Rocco: quando parlo, tu parli

Daniele: ah, canti tu? Allora io faccio la tua!

Rocco: no fermo…

Daniele: Foca…

Rocco: Tu pensi, io penso…

Daniele: Quando ballavamo, foca…

Rocco: canto, tu canti

Daniele: e la luce sì era fioca

Rocco: le cose che abbiamo in comune

Daniele: ti disegnavo coi Carioca

Rocco: e sono le cose che abbiamo

Rocco: e non si può parlare

Daniele: quanto ti amavo, foca

Rocco: tu dormi, io dormo

Daniele: foca

Rocco: tu parli, io parlo

Daniele: Ti amavo tanto foca, tanto foca

Rocco: quando pensi, io penso

Daniele: foca, foca, foca, foca, foca

Rocco: quando parlo, quando canto

Rocco: Le cose che abbiamo in comune sono…

Daniele: foca…

Rocco: no, non ce ne sono cose che abbiamo in comune

Daniele: foca, foca, foca, foca, foca, foca…

Rocco: entriamo in quest’ordine di idee che non abbiamo cose in comune

Daniele: ma, come fa uno a cantare seriamente un testo in cui devi dire foca,
come diciamo, un momento clou della canzone.. è impossibile!

Rocco: (??) poetica

Daniele: sì.. dove…

Rocco: …adesso viene

Daniele: in che strofa?

Rocco: adesso viene

Daniele: ah vabbè, fammela sentire?

Rocco: “Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta”

Daniele: non scriverai mai un pezzo come “l’uomo col megafono”

Rocco: beh, ah! ah! ma, quello dai…
vabbè; ora non voglio dire cazzate offensive

Daniele: cioè che vuoi dire?

Rocco: L’uomo col megafono…

Daniele: perchè?

Rocco: no, carino